«jumpin cherries» - biography, albums, songs, video clips

I Jumpin’ Cherries nascono per adempiere ad una promessa, non meno vera perchè casuale e scherzosa. Promessa che al momento di imbarcarsi nel viaggio comune di un gruppo il nome sarebbe stato proprio quello, e non altro - a dispetto della musica stessa e della facilità di riconoscimento. Il nome è allegro, e punta obliquamente al nonsense - non così la musica. Il nome è inglese, noi cantiamo in italiano. Il nome ci chiedono tutti di cambiarlo, addetti ai lavori e non - noi abbiamo ogni giorno motivi per riconoscerlo come nostro. Fermezza nell’indecisione, semmai - irriducibili perchè consapevoli dei propri limiti. Anche di strumentisti, non di emozioni o di intenzioni.


Lode a Pavement, Polvo, Rex, June of ‘44, Tortoise, Smog, Beat Happening, Built to Spill, Sebadoh etc. - da lì veniamo, a loro il merito e la devozione. A loro dobbiamo lo spirito con cui affrontiamo il mondo della musica. Ma abbiamo respirato altro, e ogni ascolto può e deve essere esempio - De Andrè, Shorter, Nyman etc… Niente di più mortale che definire le coordinate di un genere, quando invece si tratta di spostarle e reinventarle continuamente. Impegno per i testi. Qui ognuno scrive seguendo inclinazioni, priorità, parole proprie, che poi saprà intonare come meglio crede. Ogni voce dei Jumpin’ Cherries è responsabile di quello che declama o sussurra - è già in questo c’è scelta e posizione. Impegno più tradizionalmente inteso, oppure impegno a trovare tra le chitarre, il basso e al batteria il filo della melodia e l’ordito del testo.


I Jumpin’ Cherries sono e resteranno: stefano, christian, massimo e andrea